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Cancro al seno, nuove speranze da un antibiotico per curare l'acne
Cancro al seno, nuove speranze da un antibiotico per curare l'acne

Speranze per il trattamento del tumore al seno da un antibiotico comunemente usato per l'acne. Ad aprire la strada al possibile utilizzo degli antibiotici nel trattamento del tumore della mammella è uno studio italo-britannico, pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Oncology, condotto in vitro a Manchester e in vivo su pazienti arruolate presso l'università di Pisa, che ha testato l'efficacia anticancro della doxiciclina, antibiotico appartenente alla classe delle tetracicline. Gli antibiotici, oltre a uccidere i batteri, hanno un effetto distruttivo anche sui mitocondri, le centrali elettriche delle cellule, di cui sono molto ricche le cellule staminali neoplastiche, responsabili dell'origine del tumore e delle recidive locali, della resistenza alle terapie e delle temute metastasi a distanza, spiega una nota dell'ateneo toscano. Lo studio è stato condotto dal gruppo di Antonio Giuseppe Naccarato (Dipartimento di ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell'università di Pisa), direttore della Sezione dipartimentale di anatomia patologica 1 dell'Aoup-Azienda ospedaliero-universitaria pisana, con Cristian Scatena, anatomopatologo e allievo della Scuola di dottorato in scienze cliniche e traslazionali dell'ateneo pisano, insieme a ricercatori dell'University of Salford di Manchester e in collaborazione con il Centro senologico dell'Aoup e la Fondazione pisana per la scienza Onlus. La ricerca clinica è stata condotta su 15 donne affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e ha evidenziato, dopo solo 14 giorni di trattamento antibiotico, una riduzione significativa (in media di circa il 40%) del numero delle cellule staminali neoplastiche. 

I ricercatori dell'University of Salford, coordinati da Michael P. Lisanti, studiavano da tempo questo effetto in modelli tumorali in vitro, riconoscendo come la doxiciclina fosse capace di eradicare le cellule staminali neoplastiche in 8 diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma della mammella. Questi studi hanno posto le basi per la realizzazione del primo trial clinico sull'utilizzo della doxiciclina in pazienti affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e candidate perciò a trattamento chirurgico. Il trial è stato condotto nel Centro senologico dell'Aoup diretto da Manuela Roncella. Nel dettaglio, la doxiciclina è stata somministrata in 9 pazienti (braccio sperimentale), mentre ulteriori 6 pazienti sono state inserite come braccio di controllo: le prime hanno assunto l'antibiotico per i 14 giorni antecedenti l'intervento chirurgico, a una dose giornaliera standard di 200 mg; le altre, invece, sono state sottoposte direttamente a terapia chirurgica.

Numerosi marcatori biologici (di staminalità, di massa mitocondriale, di proliferazione cellulare eccetera) sono stati indagati in entrambi i bracci del trial clinico, confrontando i loro valori prima e dopo la terapia antibiotica, rispettivamente tra il tessuto tumorale della ago-biopsia preoperatoria e quello del pezzo chirurgico asportato. Ebbene, i tumori delle pazienti del braccio sperimentale, dopo trattamento con doxiciclina, dimostravano una diminuzione significativa nel marcatore di staminalità, compresa tra il 17,65 e il 66,67%. Dati simili sono stati osservati anche con un secondo biomarcatore di staminalità. I risultati ottenuti da questo studio pilota - sostiene l'ateneo pisano - suggeriscono che le cellule tumorali neoplastiche esprimono selettivamente grandi quantità di proteine correlate al metabolismo mitocondriale. Ciò significa che, se è possibile inibire questo metabolismo, è possibile eradicare le cellule staminali neoplastiche. L'arruolamento di nuovi pazienti - conclude la nota - potrà permettere di confermare nei prossimi mesi questi primi risultati molto promettenti. 

Mercoledì 21 Novembre 2018, 16:31
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staibene.it